31 lug 2026
Di fronte a questo scenario, molte organizzazioni si stanno ponendo la domanda sbagliata:
Come possiamo rilevare gli attacchi più velocemente?
La vera domanda dovrebbe essere un'altra:
Quanto lontano può arrivare un attaccante una volta ottenuto l'accesso alla nostra rete?
L'AI non cambia gli attacchi. Cambia il tempo a disposizione dei difensori
Quello che sta cambiando è la velocità con cui queste attività possono essere eseguite.
L'AI consente oggi di accelerare la scoperta delle vulnerabilità, automatizzare l'analisi degli ambienti e supportare attività offensive che in passato richiedevano interventi manuali. Questo significa che il tempo a disposizione dei team di sicurezza per identificare e fermare una minaccia continua a ridursi.
Perché "fare più velocemente" non basta più
Quando il rischio aumenta, l'istinto naturale è investire in più strumenti di monitoraggio, più capacità di detection e più automazione nella risposta agli incidenti.
È una reazione comprensibile. Ma rischia di trasformarsi in una corsa infinita.
Il framework di Zero Networks evidenzia un concetto chiave: non è realistico pensare di competere con attacchi che operano a velocità macchina utilizzando esclusivamente processi, team e workflow che continuano a dipendere dall'intervento umano. La strategia non può limitarsi a rilevare più velocemente, patchare più velocemente o rispondere più velocemente.
La sfida reale: il movimento laterale
La domanda che ogni organizzazione dovrebbe porsi non è semplicemente "come impedire l'accesso iniziale?", ma soprattutto:
Cosa può fare un attaccante dopo essere entrato?
Molti incidenti cyber non diventano critici a causa della compromissione iniziale, ma per la capacità dell'attaccante di muoversi lateralmente verso altri sistemi, acquisire privilegi aggiuntivi e ampliare progressivamente l'impatto dell'attacco.
In un contesto in cui l'AI accelera queste attività, il movimento laterale diventa il vero punto da controllare.
È qui che il concetto di containment assume un ruolo centrale.
Rendere irrilevante la velocità dell'attacco
Se non è possibile vincere una gara di velocità contro un attaccante automatizzato, la soluzione è cambiare completamente prospettiva.
L'obiettivo diventa rendere irrilevante la velocità dell'attacco.
Una rete progettata secondo principi di microsegmentazione e least privilege limita ciò che un utente, un sistema, un'identità privilegiata o persino un agente AI possono raggiungere. In questo modo, anche in caso di compromissione, l'attacco resta confinato e il blast radius viene drasticamente ridotto.
L'approccio Zero Networks: containment by design
Zero Networks affronta il problema partendo dal livello più critico: la rete.
L'approccio si basa su una microsegmentazione identity-driven progettata per bloccare il movimento laterale e applicare il principio del minimo privilegio in modo continuo, senza costringere le aziende a intraprendere complessi progetti di reingegnerizzazione dell'infrastruttura.
L'obiettivo non è inseguire ogni nuova minaccia, ma costruire un ambiente in cui l'attaccante trovi il minor spazio possibile per muoversi.
Come evidenziato nel framework:
Non inseguire le minacce AI. Contienile.
AI per la visibilità. Determinismo per la protezione
Uno degli aspetti più interessanti dell'approccio Zero Networks è la distinzione tra il ruolo dell'AI e quello dell'enforcement di sicurezza.
L'intelligenza artificiale può essere estremamente efficace per fornire visibilità, analizzare comportamenti e aiutare i team di sicurezza a comprendere ciò che accade nell'ambiente. Tuttavia, quando si tratta di applicare controlli di sicurezza e regole di segmentazione, l'errore non è un'opzione.
Cyber resilience: la nuova priorità per business e board
L'evoluzione delle minacce sta spingendo le organizzazioni a spostare l'attenzione dalla sola prevenzione alla resilienza.
Per il board, il tema non è esclusivamente evitare una compromissione. La vera priorità è garantire continuità operativa, proteggere i processi critici e ridurre il rischio che un singolo incidente possa trasformarsi in un'interruzione del business.
La domanda che conta davvero
Le organizzazioni che avranno successo non saranno necessariamente quelle in grado di prevedere ogni nuova minaccia.
Saranno quelle che avranno costruito un'architettura capace di contenerla.
Per questo motivo, oggi più che chiedersi se sarà possibile individuare il prossimo attacco AI-driven, è utile fermarsi su una domanda molto più concreta:
Se un aggressore riuscisse ad accedere alla mia rete, fino a dove potrebbe arrivare?
La risposta a questa domanda rappresenta il vero livello di resilienza dell'organizzazione.
Ed è proprio qui che soluzioni come Zero Networks possono fare la differenza: non cercando di rincorrere la velocità degli attaccanti, ma riducendo in modo concreto la loro capacità di propagarsi e generare impatti sul business.
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